Profili in pvc: classe S

Quando si parla di cambiare finestre bisogna sapere che i profili di questo materiale posso essere di diverse classi; tre riguardano lo spessore delle pareti esterne dei profili e le ultime due classi invece riguardano il clima a cui sono destinati i profili.

Profili di classe  A,  B,  C

Sistemacase a Torino sa benissimo che le qualità e le prestazioni di una finestra non dipendono dallo spessore del profilo ma da continue ricerche che portano a soluzioni come ad esempio l'elevata tecnologia a salvaguardia dell'ambiente.

La normativa UNI 2608/2003 1 stabilisce che lo spessore delle pareti esterne dei profili delle finestre devono essere classificati in 3 classi a seconda appunto dello spessore del PVC del profilo.

  • CLASSE  A: spessore 3+/0.2 mm
  • CLASSE  B: spessore 2.7+/0.2 mm
  • CLASSE  C: spessore non dichiarato (solitamenti è comunque inferiore ai dati della classe A e B)

Profili pvc classe S e M

I profili in PVC classe S ed M riguardano invece la 'resistenza', cioè come si conserva caratteristicamente e meccanicamente il materiale nel tempo, anzichè le capacità isolanti dell'infisso.

Sono stabilite dalla normativa 12608/2005 sulla “classificazione, i requisiti e i metodi di prove per profili di PVC-U per la fabbricazione di porte e finestre".

Queste due classi riguardano l'Europa; la classe M (clima moderato) per il centro e nord poichè fa un po' piu freddo, e i dati per stabilirlo sono raccolti in base alla temperatura del mese più caldo (in questo caso è minore ai 22°). La classe S (clima severo) invece è prevista per i paesi del sud Europa, quindi anche l'Italia che nel mese più caldo raggiunge e supera i 22°.

Prodotti esteri

Nonostante vige questa normativa, molte aziende estere vendono prodotti di classe M in Italia, perchè vendere prodotti di classe S  vorrebbe dire l'aumento dei costi di fornitura del circa 15-20%. Ripeto che questa normativa non riguarda l'isolamento del prodotti, ma la sua resistenza nel tempo; i Paesi con clima S sono soggetti a irradizioni solari annuali su una superficie orizzontale che nel mese più caldo misurano 22° o più, e in Italia questo dato è superato da tutte le regioni.

Per questo motivo sarebbe ragionevole richiedere un certificato della classe del profilo (in Italia non è obbligatorio specificarla) cosicchè si possa evitare l'eventuale installazione di un profilo non adeguato che, tra l'altro, comporterebbe una perdita di qualità per il cliente finale, che potrebbe vedersi il proprio progetto di risparmio energetico compromesso.

Questa vendita sleale potrebbe inoltre compromettere il mercato del PVC che negli ultimi anni è molto cresciuto.

Nei prossimi mesi saranno monitorati da vari istituti ed Enti i profili di classe M, i quali non sono consoni secondo la norma EN 12608 per il mercato italiano, e probabimente i profili arrivati dall'Est non lo sono.

Profilo salamander

 Qui sotto un profilo Salamander che specifica la classe (S)

 

e la normativa EN 12608.

Profili pvc a Torino

Sistemacase a Torino utilizza i profili Salamander, ottimi in Europa e di classe S, rispetta la normativa stabilita e vuole il meglio per i suoi clienti. Per maggiori informazioni puoi contattare i rappresentanti tramite la pagina web o dare un'occhiata ai prodotti.

Ecobonus 2018,

cosa prevede la normativa

Le prescrizioni della legge di stabilità 2018 riconfermano sostanzialmente le previsioni relative all'Ecobonus per l'anno trascorso.

Come noto, le agevolazioni hanno interessato le ristrutturazioni e gli interventi di riqualificazione energetica, includendo l'importante voce relativa ai serramenti. Il nuovo impianto normativo riduce da una parte l'aliquota per l'agevelazione sui serramenti e dall'altra allarga il campo di operatività delle detrazioni, estendendolo a nuovi ambiti.

Nell'ottica di una logica ecosostenibile gli incentivi mirano ad una maggior sensibilizzazione verso il contenimento dei costi energetici all'interno degli immobili. Le vecchie porte e finestre sono oramai soppiantate da serramenti in grado di garantire una rilevante diminuzione di dispersione termica, accrescendo al contempo il grado di comfort abitativo.

La spesa inerente il riscaldamento delle nostre case costituisce una voce significativa fra le varie spese domestiche. Identificare ed adottare degli accorgimenti per impiegare minore energia possibile ed usarla in maniera efficiente rappresentano le basi per ridurre la bolletta energetica.

Detrazioni fiscali risparmio energetico

L'Unione Europea ha puntato molto sull'impegno energetico, anche grazie all'importante Direttiva 2002/91/CE che ha introdotto tutta una serie di obblighi e prescrizioni nell'ambito energetico, primo fra tutti la certificazione degli edifici con le differenti classi di appartenenza: dalla migliore e più alta A a quella con minori prestazioni, ovvero la classe G.
 
Intervenire opportunamente, facendo in modo che un immobile possa ricadere all'interno della classe A, se da una parte comporta spese di ristrutturazioni che apparentemente potrebbero risultare alte, dall'altra offre il grande beneficio di un considerevole risparmio sul riscaldamento che mediamente varia da 1000 a 2000€ all'anno.

Sono principalmente gli infissi di un immobile le parti di una casa in cui è necessario intervenire per contrastare la dispersione, assicurando che il clima venga trattenuto per ottenere temperature fresche d'estate e calde in inverno. Tutto ciò con una vantaggiosa riduzione dei consumi e costi in bolletta. Operare sui serramenti, attraverso un'opportuna ristrutturazione e sostituzione degli stessi, significa compiere non solo una scelta intelligente verso l'ecosostenibilità ma garantirsi tutta una serie di vantaggi che possono essere così riassunti;
 
  1. rilevante isolamenti termico ed acustico;
  2. aumento del valore dell'immobile;
  3. aumento della classe energetica del proprio immobile;
  4. importanti benefici a livello fiscale;
  5. risparmio sui consumi energetici;
  6. condizioni abitative ottimali.

Ecobonus 2017

Sono in tanti gli italiani che hanno già approfittato dell'Ecobonus previsto fino al 2017, così ottenendo una buona fetta di detrazioni fiscali sulle spese di ristrutturazione che hanno interessato la riqualificazione energetica. Queste detrazioni si sono spinte fino al 65% e hanno riguardato, inevitabilmente, anche i serramenti degli immobili. Chi ha sfruttato i vantaggi dell'Ecobunus per l'anno trascorso ha dovuto soddisfare alcune condizioni, ovvero:
  • che la sostituzione degli infissi avvenisse su immobili preesistenti e di pari dimensioni di quelli dismessi;
  • che il cambio con i nuovi serramenti comportasse un effettivo miglioramento energetico, con un miglioramento del livello di efficienza energetica;
  • che i nuovi infissi fossero realizzati nel rispetto dei parametri di trasmittanza termica, tenuto conto anche delle prescrizioni a livello regionale.
Diversamente, coloro che hanno soddisfatto le condizioni descritte ma relativamente alla messa in opera dei serramenti su immobili di nuova costruzione hanno potuto beneficiare della detrazione fiscale pari al 50%.
Questa la situazione per tutto l'anno 2017.

Il nuovo Ecobonus 2018

Oggi, per quanti avessero intenzione di sostituire i vecchi serramenti potranno ancora approfittare della proroga dell'Ecobonus, prevista per tutto l'anno 2018. I bonus casa per l'anno in corso sono stati in parte riconfermati e per certi aspetti anche ridotti ed ampliati, ricomprendendo interventi di messa in sicurezza dei giardini, bonifiche di amianto presente nei tetti, modulazioni sui bonus ristrutturazioni, di riqualificazione energetica e tanto altro. Risultati immagini per ecobonus 2018
 
Per ciò che attiene esclusivamente ai serramenti, con la Legge di stabilità 2018, la detrazione è ridotta al 50% per ciò che concerne le spese sostenute dal 1°gennaio 2018, relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre, comprensive di infissi e schermatura.
Le agevolazioni per la riqualificazione energetica verranno prorogate, sebbene con una riduzione dell'aliquota al 50% e su un tetto massimo di 96.000 euro di spesa.
 
La detrazione in parola è prevista a favore di quei contribuenti che effettuano spese per la posa in opera e l'acquisto di infissi idonei alla riqualificazione energetica su edifici condominiali preesistenti oppure su uffici, negozi e capannoni. La detrazione incide abbattendo l'Irpef in caso di contribuenti privati oppure sull'Ires nel caso di imprese e società.

Possono usufruire dell'Ecobonus 2018 tutti i soggetti privati residenti e non all'interno dello Stato italiano, nonché i possessori di partita Iva e titolari di impresa, i quali vantano possesso, a qualunque titolo, sull'immobile oggetto di intervento di riqualificazione energetica. Persone fisiche, società di persone e di capitali, associazioni fra professionisti, enti pubblici e privati che svolgono attività commerciale hanno diritto all'Ecobonus 2018. Altresì le persone fisiche che vantano un diritto di reale godimento sull'immobile, anche comodato a titolo gratuito o oneroso.
 
A stemperare la riduzione del 50% viene in aiuto il sistema di cessione del credito d'imposta.In particolare, viene introdotta anche la possibilità di cedere a terzi il credito di imposta corrispondente alla detrazione fiscale, che adesso è prevista sugli interventi nelle singole unità abitative e non soltanto per quei lavori riguardanti le parti comuni dei condomini.
A tal riguardo, si ricorda che i singoli condòmini hanno la facoltà di cedere il proprio credito alle imprese, ai fornitori o agli istituti di credito, intermediari finanziari. Stessa cosa è prevista per la cessione dell'Ecobonus per quei lavori riguardanti le singole unità immobiliari.

Documentazione necessaria, spese e detrazioni

Per usufruire dell'Ecobonus 2018 sarà necessario predisporre la necessaria documentazione da presentare all'Ente Nazionale per le nuove tecnologie e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) . Per quanto concerne gli infissi, la documentazione dovrà includere la certificazione attentante la corrispondenza dell'intervento ai requisiti prescritti dalla legge.
Per quanto riguarda invece la certificazione energetica, questa non sarà necessaria per gli interventi di riqualificazione sugli infissi di singoli alloggi. Il completamento della documentazione include anche la scheda informativa del prodotto, oltre alla dichiarazione di conformità a firma del tecnico abilitato o del direttore dei lavori, che assieme agli altri documenti andranno inoltrati all'ENEA entro novanta giorni dall'ultimazione dei lavori.

Per ottenere l'Ecobonus sui serramenti è indispensabile che il pagamento delle spese inerenti gli interventi di riqualificazione avvengano da parte dei privati tramite bonifico bancario o postale, nel rispetto del tetto di 96.000 euro, poiché l'eventuale eccedenza andrebbe persa e non sarà rimborsabile o potrà essere portata in detrazione per l'anno prossimo.
All'atto pratico la detrazione avviene in quote di uguale importo, scaricabili in sede di dichiarazione dei redditi, attraverso il modello Unico o 730. Le traches scaricabili sono variabili, per un massimo di dieci quote ed il cui numero è rapportato all'entità della spesa sostenuta.

Alla luce dei descritti vantaggi e del, seppur ridotto, Ecobonus 2018 sui serramenti, cambiare gli infissi della propria abitazione rimane un modo efficace per ottenere molti benefici a lungo termine.

Le porte interne moderne

Da semplice elemento costruttivo a vero complemento d'arredo.

Volendo cercare di rendere l'idea di quanto importante sia la scelta delle porte nel contesto delle cose che "fanno casa", basti pensare che esse sono la prima cosa che vediamo entrando, e sin da allora ci lasciano immaginare il gusto e la cura degli interni e persino la personalità dei proprietari.

Qualunque sia lo stile, l'ubicazione (urbano o extraurbano) ed il valore di mercato della casa, le porte sono in grado di conferire pregio e raffinatezza all'ambiente in cui sono inserite e meritano pertanto grande attenzione.

Ma quali sono i dettagli che fanno la differenza fra le tante proposte di porte interne moderne oggi disponibili?

Materiali e tipologie costruttive

Il legno è il materiale tradizionale che è da sempre impiegato per la produzione delle porte interne e sicuramente resterà il più usato, sia per la sua versatilità e per il vasto assortimento di essenze e colori, sia per le sue proprietà costruttive e, la sua lavorabilità.

Esso può essere impiegato per la produzione di porte interne moderne in massello o in pannelli tamburati di modesto spessore, solitamente di 40/50 mm, provvisti cioè di una struttura alleggerita e rinforzata a "nido d'ape" al loro interno che contribuisce in maniera significativa a diminuirne il peso e a contenerne i costi.

Altri materiali possono essere l'alluminio, il pvc e l'acciaio inox, utilizzati in fogli di spessore uguale a pochi millimetri, disponibili in varie finiture (lucide o satinate) e in una gamma pressochè infinita di colori.

Essi hanno caratteristiche di buona lavorabilità e si prestano bene a taglio, piegatura e stampaggio, oltre che, come per il legno, ad incisione di motivi decorativi a pantografo.

Al loro interno viene inserito materiale isolante rigido.

Altra soluzione è quella del vetro temperato, sia traslucido che satinato o sabbiato, molto utilizzata in ambienti di stile molto moderno.

Importanza della ferramenta

La qualità di una porta inizia sicuramente dal pannello-porta propriamente detto, ma non può certo limitarsi ad esso, perchè è la ferramenta che le conferisce funzionalità ed affidabilità nel tempo, con cerniere a scomparsa piuttosto che a vista o ancora serrature magnetiche.

Una porta arreda, certo, ma nel contempo svolge una funzione ben precisa che è quella di separare un ambiente da un altro e deve permettere aperture e chiusure sempre perfette.

rivenditori di porte interne moderne spesso forniscono i loro articoli privi delle maniglie, lasciando al cliente la scelta del modello, del colore, del materiale e dello stile in funzione dell'adattamento all'ambiente e al suo gusto personale, vengono fornite le cerniere, per le porte a battente, i sistemi di scorrimento, per le porte scorrevoli, e le serrature.

La qualità di questi elementi è alla base della funzionalità della porta e deve essere adeguata soprattutto al suo peso e all'intensità d'uso a cui essa sarà soggetta, differente a seconda che si tratti di una casa di civile abitazione o di un locale aperto al pubblico, come un ufficio, una scuola, etc.

Porte interne particolari

Molto spesso alle porte viene assegnato un ruolo da vere protagoniste nell'habitat interno di una casa.

In tal senso i progettisti sono ogni giorno impegnati nella ricerca di soluzioni di stile, design e funzionalità sempre nuove ed originali.

Questa loro continua ricerca viene sempre più e sempre meglio supportata dalla tecnologia dei materiali e dai processi produttivi sempre più all'avanguardia che le moderne aziende produttrici sono in grado di offrire.

Inserti in acciaio, in vetro, o anche in materiali insoliti quali l'ecopelle o i tessuti, possono fare di una porta un'opera unica.

Anche i sistemi di apertura, a battente, scorrevoli, a scomparsa, dànno spazio a fantasia e creatività, rendendone possibile la realizzazione, anche a costi contenuti.

Cos'è il vetro selettivo a cosa serve?

Nella scelta dell'infisso spesso ci si focalizza sul telaio

ma è altrettanto fondamentale la tipologia di vetro da montare

vetri selettivi

Proprio la componente trasparente influenza notevolmente le prestazioni energetiche non solo del serramento ma dello stesso edificio.

La scelta del giusto vetro camera abbinata al corretto sistema serramento ha una notevole incidenza sul risparmio energetico e sul benessere dell’ambiente: il vetro rappresentando più del 70% della superficie di una finestra svolge un’azione importante nel computo del valore di isolamento termico.

Le variabili che entrano in gioco nella scelta di un determinato tipo di vetro sono molteplici e se non debitamente scelte a seconda delle proprie esigenze spesso sono le maggiori responsabili di perdite significative di comfort termico all'interno dell'ambiente.

Sicuramente oggi non è facile destreggiarsi tra l'ampia scelta offerta dal mercato dei vetri per poter scegliere quelli più adatti alle nostre esigenze bisogna affidarsi a tecnici qualificati che sappiano individuare la giusta trasmittanza luminosa ed il fattore solare idoneo alla posizione dei nostri serramenti.

Principali tipologie di vetri: differenza tra vetro camera, basso emissivi e selettivo

Il vetro, così come ogni altro materiale, è in grado di emettere ed assorbire energia sotto forma di onde elettromagnetiche.

Ad interessare maggiormente la componente trasparente dell'infisso sono le onde elettromagnetiche di diversa lunghezza d’onda proveniente dal sole che in parte vengono assorbite, in parte riflesse e in parte trasmesse. Qualunque superficie vetrata a seconda del tipo di vetro e del processo a cui è stato sottoposto è in grado di far filtrare all’interno dell'ambiente luce e calore in maniera differente.

Il vetro camera è la tipologia più comune all'interno degli edifici: è formato da due lastre di vetro monolitico o stratificato interposte da una canalina che può essere di materiale metallico (come alluminio) o di un materiale isolante come la canalina calda.

Nell'ultima decade dello scorso secolo è stata introdotta un'innovazione nel vetro camera: il vetro basso emissivo con nell'intercapedine non più aria ma un gas come argon o kripton.

Proprio grazie alla presenza di questo tipo di gas si diminuiscono le dispersioni termiche verso l'esterno, garantendo un maggior isolamento termico.

Rimaneva però un problema risolto riguardante le aree con maggiore irraggiamento solare: si creava un effetto serra in particolar modo nei mesi estivi. I vetri basso emissivi servono a trattenere il calore prodotto all'interno dal riscaldamento nel periodo invernale, ma non sono in grado di isolare dal caldo esterno dovuto all'irraggiamento estivo.

La soluzione a questo problema è data dal vetro selettivo, ovvera andando a mettere vetri con caratteristiche differenti in base all'esposizione luminosa.

Questa innovativa tipologia ha un'ulteriore protezione fornita da un trattamento magnetico che fissa sulle lastre degli ioni d’argento.

Questa "patina" trasparente permette la riflessione di un'elevata percentuale dei raggi solari. In conclusione il vetro selettivo permette la trasmissione della radiazione luminosa, ma respinge quella termica o infrarossa che provoca il surriscaldamento dell'ambiente.

Vantaggi

In sintesi l’uso di un vetro selettivo garantisce una serie di vantaggi:

  1. Evita che si accumuli eccessivo calore all’interno dell’abitazione durante il periodo estivo
  2. Riflette fino a 2/3 delle radiazioni termiche permettendo di mantenere l'interno più fresco anche in presenza di vetrate importanti
  3. Massima luminosità naturale senza dove ricorrere ad elementi oscuranti
  4. Risparmio energetico estivo grazie alla minore necessità di impianti di condizionamento
  5. Filtra il riflesso abbagliante del sole, evitando fenomeni di abbagliamento

Dove è meglio installarlo

Nella scelta della tipologia di vetro bisogna per prima cosa tenere in contro della sua esposizione.

I più tradizionali vetri basso emissivi sono adatti alle zone poco esposte al sole, mentre i vetri selettivi sono i più indicati per quelle fortemente soggette all'irraggiamento solare.

Per tutti gli ambienti orientati a nord, nord/est e nord/ovest si può tranquillamente scegliere un vetro camera basso emissivo con gas argon senza rischiare un effetto serra.

Il vetro basso emissivo

Al fine di garantire un buon isolamento termico

La scelta degli infissi riveste un ruolo essenziale

vetri basso emissivi

Per limitare il più possibile la dispersione termica è importante che non solo il profilo del serramento sia fatto in un certo modo, ma è anche indispensabile che il vetro abbia delle caratteristiche di isolamento all'altezza, in quanto il materiale piu isolante del sistema finestra è il vetro, quindi migliorando le caratteristiche delle superfici vetrate andremo a migliorare il k termico del nostro foro finestra, ricordiamo che solitamente il vetro occupa il 70% dell'area di una finestra.

Il vetro basso emissivo, detto comunemente Low-E, è utilizzato per limitare la dispersione termica garantendo un isolamento adeguato. Con esso è possibile migliorare la prestazione energetica di un edificio, il che si traduce in un notevole risparmio sulle bollette energetiche. In questo modo gli ambienti ne traggono vantaggio risultando più confortevoli, potendo mantenere una certa stabilità di temperatura.

Rientra nella categoria dei vetri isolanti, come per esempio il vetro camera e il vetro selettivo, tipologie rispetto alle quali il Low-E differisce sotto determinati aspetti.

Come è fatto Il vetro basso emissivo.

Esso racchiude in se le caratteristiche migliori che rendono più efficienti i serramenti, garantendo elevate prestazioni in termini energetici. Si tratta di un vetro che viene sottoposto a lavorazioni particolari e viene rivestito di uno strato di ossidi metallici sul vetro, tali da renderlo quasi insuperabile in tema di isolamento termico e lontano anni luce dai normali vetri che si usavano non molti anni fa, comunemente chiamati float.

Con questo genere di prodotto è stato superato il problema che spesso le costruzioni presentavano in tema di dispersione termica e che vedevano nei serramenti proprio i punti più deboli.

Il vetro basso emissivo è ottenuto sottoponendo un vetro comune a trattamenti specifici al fine di avvolgerlo con ben quattro strati, ognuno con particolari funzioni.

  1. Il primo strato è detto di adesione
  2. il secondo è una membrana di ossido di metallo, ossia argento, che ne potenzia la capacità isolante ed è lo strato più importante
  3. poi vi è lo strato di protezione
  4. ed infine quello di rivestimento.

Le qualità migliori

Il vetro basso emissivo ha qualità elevate che garantiscono prestazioni notevoli in tema di trasmittanza termica, permettendo il mantenimento all'interno degli edifici del tepore in inverno e della frescura in estate.

Per queste sue qualità spesso è impiegato nella realizzazione di vetrate, soprattutto se esposte al sole. La qualità di questo vetro consiste nel permettere l'ingresso della radiazione luminosa e di respingere invece la radiazione infrarossa a frequenza d'onda più lunga.

Più semplicemente si tratta di un vetro che permette alla luce solare di illuminare gli ambienti, ma che impedisce al calore di uscire.

La resa migliore si riscontra nella stagione invernale proprio perché impedisce al calore domestico di uscire, permettendo di risparmiare sul consumo di energia da usare per attivare i sistemi di riscaldamento.

Impiego del vetro basso emissivo

Può essere utilizzato per creare serramenti di alta qualità. Quelli più largamente utilizzati, specie nell'edilizia moderna a scopo abitativo, è il vetro camera. Si tratta di una particolare struttura a risparmio energetico nella quale due o più lastre di vetro sono separate da un'intercapedine o canalina calda in gergo.

All'interno di quest'ultima solitamente c'è dell'aria che impedisce il transito del flusso termico tra interno ed esterno. Per migliorare ulteriormente l'isolamento termico, spesso l'intercapedine viene riempita, in fase di sigillatura, con gas nobili che risultano più pesanti dell'aria come l'argon o il kripton. Il vetro camera sottovuoto è un'alternativa certamente performante ma non sempre consigliata, poiché il sottovuoto genera differenti pressioni e quindi potrebbe essere fonte di maggiore fragilità. questa tecnica richiede quasi sempre di intervenire con stratagemmi quali l'utilizzo di appositi cilindri distanziatori.

Gli infissi realizzati con vetri così particolari sono normalmente accompagnati da apposite certificazioni che garantiscono la qualità è la tecnologia.

In caso di dubbio e non essendo in possesso di idonea strumentazione, è comunque possibile rendersi conto se ci si trova davanti ad un vetro basso emissivo oppure no. È sufficiente accendere una fiamma davanti al vetro e osservare il colore riflesso, il biancastro/violaceo sarà quasi certamente sinonimo di trattamento basso emissivo.

Come risparmiare sulla bolletta

Usando le termovalvole

Cosa sono le termovalvole e a cosa servono?

Termostato ambiente

Le termovalvole o valvole termostatiche sono dei dispositivi autonomi che, se montati correttamente, funzionano automaticamente al momento dell’accensione dell’impianto.

Tali accessori sono in parte meccanici, in parte elettronici e vanno installati in corrispondenza della valvola manuale di ogni singolo radiatore presente in casa. Questi apparecchi sono dotati di una manopola rotante sulla cui ghiera si trovano dei numeri da 0 a 5, che hanno il compito di determinare la potenza dell’emissione di calore.

Questi numeri coincidono con temperature specifiche dove lo zero indica il calorifero spento e il cinque segna la massima erogazione e quindi la temperatura più alta.

Pertanto si è in grado di regolare il flusso di calore del calorifero, riuscendo a personalizzare la temperatura interna di ogni ambiente a seconda delle preferenze individuali dei suoi abitanti. La parte meccanica è composta dal sensore del dispositivo che regola l’emissione, la parte elettronica è quella che registra i consumi e invia i dati alla centralina principale.

Installare le valvole termostatiche è obbligatorio?

Da diversi anni ormai, in ambito condominiale, si discute sull’efficienza delle termovalvole negli impianti di riscaldamento centralizzati e di recente la loro installazione è diventata obbligatoria.

La legge sull’efficienza energetica dichiara infatti, che dall’inizio del 2017, le valvole termostatiche devono già essere state montate su tutti i caloriferi presenti nelle unità immobiliare, in quanto la loro presenza determina un effettivo risparmio energetico (in una stanza vuota o inutilizzata si può tenere la valvola sullo 0, quindi chiuso ed evitare uno spreco di energia).

È importante che ogni componente possegga questa valvola perché essendo un sistema a circuito chiuso la sua assenza creerebbe problemi all’intero impianto condominiale.

L’installazione di questo meccanismo non è eccessivamente onerosa, qualora non sia necessario rifare l’intero impianto completo di caldaia centralizzata, perché il costo della singola valvola non è elevato. Inoltre è bene ricordare che la sua funzione principale è quella di assicurare un risparmio ai fruitori e una suddivisione corretta della spesa del riscaldamento perché, diversamente, verrebbe ripartita per millesimi e non per consumo.

Come usare le termovalvole per risparmiare in bolletta

Come abbiamo accennato in precedenza, la funzione principale delle valvole termostatiche è quella di moderare la temperatura dentro casa e questo consente di regolare ogni termosifone a seconda della stanza in cui si trova.

In cucina ad esempio, la valvola potrà essere posizionata su un numero medio basso, dall’uno al due, perché è un ambiente che di solito viene riscaldato dall’uso dei fornelli e del forno.

Nelle altre camere di frequente utilizzo è possibile tenere la manopola impostata dal tre al quattro a seconda delle preferenze personali, mentre negli ambienti di scarso uso, la valvola può essere posizionata dallo zero all’uno.

Quelle sopra elencate sono le regole standard per un funzionamento confortevole che concede fin da subito un primo risparmio sui costi di riscaldamento.

È da precisare che grazie a questo accessorio ogni volta che l’ambiente raggiunge la temperatura desiderata, il calorifero richiede meno calore all’impianto consentendogli di entrare in funzione solo quando si presenta la necessità, permettendo così un risparmio in bolletta.

Affinché la funzione delle valvole sia efficiente si consiglia di non portarle mai a zero se poi si ha il proposito di riaprirle al massimo, perché in questo modo sprechereste molta più energia rispetto a un’erogazione continua.

Inerenti al risparmio energetico ci sono altri metodi che aiutano la causa e sono:

L’installazione di infissi termici in grado di non disperdere il calore di inverno e non farlo entrare in estate;
dopo il montaggio di questi serramenti si puo ottenere un risparmio in bolletta di circa il 20%
Nel caso l’abitazione lo richieda è possibile effettuare l’isolamento delle pareti a mezzo di un cappotto termico oppure con un rivestimento interno o ancora dove possibile si puo' optare per l'insufflaggio di isolanti specifici nelle intercapedini delle pareti perimetrali esterne della casa

Se voglio installare le termovalvole sui caloriferi, cosa devo fare?

In caso di abitazione con riscaldamento autonomo, basta chiamare un tecnico specializzato che vi consigli ed effettui il lavoro.

Se il riscaldamento è centralizzato, qualora l’impianto non ne sia ancora provvisto, l’installazione delle valvole termostatiche sui caloriferi deve essere soggetta a decisione condominiale, perché influisce anche sugli altri condomini con un cambiamento della ripartizione delle spese di riscaldamento.

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